Cosa vuol dire praticare la Mindfulness?

Mindfulness è una parola inglese e vuol dire Consapevolezza: la capacità di essere pienamente consapevoli, momento per momento, di ciò che accade intorno a noi (movimenti, rumori, suoni, ecc.) e dentro di noi (emozioni, pensieri, sensazioni corporee).

La pratica della consapevolezza è l’azione di portare deliberatamente la propria attenzione nel momento presente senza giudizio e con curiosità. Questo tipo di meditazione si è rivelato utile poiché aiuta, gradualmente ad allontanarsi da una modalità “pilota automatico” e a intraprendere una consapevolezza più piena e cosciente: una modalità “essere”.
Inoltre, varie ricerche scientifiche hanno dimostrato che praticare la mindfulness ha un impatto incredibilmente positivo sulla salute delle persone riducendo lo stress, l’ansia e la depressione e migliorando anche la concentrazione, la resilienza e la comunicazione.

Thích Nhất Hạnh, monaco buddista vietnamita, diceva: “Ognuno di noi ha il seme della consapevolezza. La pratica è coltivarla”.

La pratica della mindfulness può avvenire in maniera formale e informale, l’una non può escludere l’altra! Per la pratica  formale è necessario scegliere un orario ed un luogo dove svolgerla; il praticante può essere seduto o sdraiato e può usare oggetti come cuscini, campanelli, musica, incenso, ecc. Le pratiche informali vengono invece svolte durante le attività’ giornaliere.

Due esempi di meditazione formale sono:

– la meditazione di scansione del corpo che si basa nel portare l’attenzione su ogni parte del corpo, ed è progettata per essere in grado di vedere il corpo in modo diverso e senza giudizio;

– la meditazione sulla difficoltà che mira a riportare alla mente una difficoltà o una situazione spiacevole, notando come ciò potrebbe influenzare il corpo; invitando il praticante ad accettare l’esperienza con amore e compassione.

Due esempi di meditazione informale sono:

– camminare, durante questa azione quotidiana l’attenzione e la consapevolezza vengono portate sul movimento delle gambe, dei piedi, delle braccia, sul respiro ed anche sulle emozioni;

– mangiare, durante questa azione quotidiana l’attenzione è concentrata sul cibo: le sue origini, l’odore, il colore, la consistenza e il gusto.

Il mio libro preferito di pratiche informali è “La pace è in ogni passo” di Thich Nhat Hanh; l’autore guida, in modo molto semplice e pratico a come essere consapevoli nella vita di tutti i giorni.

Dall’inizio degli anni 70 ad oggi, in Occidente, sono stati creati diversi programmi basati sulla mindfulness; sviluppati per aiutare il paziente a ridurre o riuscire a convivere con una serie di problematiche come depressione, ansia, dolori fisici cronici, stress, dipendenze. I tre programmi piu’ conosciuti sono:

– Riduzione dello stress basato sulla mindfulness (MBSR);
– Terapia cognitiva basata sulla mindfulness (MBCT);
– Programma Mindfulness Now (MN).

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